Tecnologia, società, valori, odio. L’analfabetismo 2.0 | Parte 2

I SOCIAL NETWORK, IL PROTAGONISMO e L’ELOGIO DELL’EGO

Se i contenuti multimediali a portata di mano per tutti hanno condotto alla nascita di una nuova Società, affamata di pane e display, i Social Network hanno dato, a questa, voce di portata mondiale. Al giorno d’oggi chiunque dotato di uno smartphone di fascia bassa ha la concreta possibilità di esprimersi senza filtri e senza alcuna limitazione. Se da un lato questo è oggettivamente democratico, dall’altro è clamorosamente (e personalmente) pericoloso, soprattutto in considerazione di quanto sopra, ovvero la totale mancanza di controllo e istruzione alla nuova tecnologia nei confronti dei più piccoli – ora ragazzi, e quindi al futuro.

Parlando del presente, I Social Network hanno creato una maschera virtuale dietro la quale si nascondono, sotto falso nome o meno (in caso di eroici paladini della verità) personaggi che difesi dallo scudo invisibile del monitor e del cavo RJ45 si lanciano in vette di protagonismo mai viste prima, se non nel bar del paese sotto l’effetto di qualche gin di troppo. Troviamo tuttologi di qualsiasi tipo e per qualsiasi argomento: nelle ultime settimane si sono distinti, purtroppo, tantissimi esperti di terremoti pronti a lanciare teorie delle più disparate sull’origine delle scosse che hanno sconvolto il centro Italia. Solo poche settimane fa, invece, ho scoperto un paese colmo di esperti di politica internazionale durante le pur importanti elezioni del prossimo Presidente degli Stati Uniti.

Protagonismo: è questo l’aspetto che più emerge dall’utilizzo dei Social da parte dell’utente medio. Facebook, Twitter e affini, insomma, si sono progressivamente trasformati da luoghi nei quali ritrovarsi con gli amici e scambiarsi saluti e messaggi innocenti a luoghi nei quali far prevalere l’io più animalesco dell’essere umano, in una sorta di prevaricazione tecnologica che fa un po’ sorridere e somigliare il tutto ad una specie di guerra 2.0. Tutti sono esperti di tutto e lanciano accuse su tutti. Complotti, accordi, grandi manovre sono all’ordine del giorno, così come i campi di azione di chi crede di possedere la verità su tutto. Un tempo di diceva che “sono tutti allenatori”. Adesso sono tutti onniscienti, senza esclusione. Il tutto poi, è comunque relativo. Nel senso che ognuno è libero di esprimere una propria opinione in merito ad un determinato argomento. Il problema vero è il come si fa, ovvero sbeffeggiando chi non la pensa allo stesso modo, autoconvincendosi di avere ragione.

Siamo all’autoelogio. Il quale sfocia nella discriminazione. Non manca infatti spazio per le esagerazioni di qualsiasi tipo. Fioriscono giorno dopo giorno pagine e gruppi atti a creare fazioni di qualsiasi genere, intente unicamente ad insultare e provocare quelle che perseguono obiettivi differenti. Più che unire, i Social aiutano a dividere ancora di più, alimentando un razzismo del Web che fa solo del gran male. Gli stessi Social, inoltre, non fanno nulla per arginare tali fenomeni. E così scopri, per esempio, pagine e account impuniti di gente che usa le bestemmie come intercalare senza che alcun provvedimento venga preso nei loro confronti, perché seguiti da decine di migliaia (o addirittura centinaia) di contatti che fanno seguito, pagine viste, introiti pubblicitari e quant’altro.

E la qualità? E la condivisione? Chi se ne frega.

Fine seconda parte

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