Gracias, Don Andrés

Andrés Iniesta, meglio conosciuto come Don Andrés, lascia il Barcellona dopo 16 stagioni e 22 anni totali.

Con il Club ha vinto tutto il vincibile, più volte. Senza contare la nazionale, ovviamente. Ma ce ne stiamo rendendo conto solo oggi, me compreso.

Nel calcio che vive di social, il calcio dei Messi e Cristiano Ronaldo, il silenzioso Iniesta non ha avuto la risonanza che meritava. Giocatore divino, protagonista nell’ombra (solo mediatica) di uno dei cicli più vittoriosi della storia del calcio. Mai una parola fuori posto, mai una polemica, quasi mai in lizza davvero per il Pallone d’Oro, che oggi forse vale molto meno di un tempo.

Iniesta è una vera e propria bandiera: ne sono rimaste ormai poche perché il soldo piace e cambiare aria ormai è routine. Iniesta è probabilmente uno dei più forti centrocampisti che il calcio abbia mai visto calcare i suoi campi ma ci svegliamo adesso, mentre annuncia tra le lacrime il ritiro e riceve un minuto di applausi in conferenza stampa. Solo ora, facendo mente locale, ci si rende conto di quanto sia e sia stato grande, immenso, geniale.

Nel calcio degli eccessi quello di Iniesta sarà un altro esempio di purezza sportiva che verrà a mancare. Ne restano pochissimi e poi un’era meravigliosa di questo sport sarà definitivamente archiviata.

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