Fallimento preannunciato

Due settimane fa ero qui che prendevo le difese di una categoria, quella dei portieri, dopo la semifinale tra Bayern e Real con l’erroraccio di Ulreich che aveva regalato il gol ai Blancos.

Bene, qui la questione è diversa. Totalmente. Perché quelli di Donnarumma sono sì errori che possono capitare, come quello di Ulreich. Ma qui entriamo in un quadro più ampio, più profondo, ovvero quello di un fallimento che aspettava solo il momento buono per mostrarsi davanti agli occhi di tutti. Il momento è arrivato questa sera.

Quando un portiere alterna due parate fenomenali a due papere da juniores, quando questi alti e bassi si ripetono costantemente nel tempo, quando questo andamento è lineare nell’essere a corrente alternata, c’è poco da fare. Bisogna fermarsi.

Il problema non è di questa sera e di queste due papere ridicole.

[Apro prima una parentesi: com’è possibile che al giorno d’oggi non si insegni a respingere i palloni con i pugni e soprattutto non si insegni a farlo NON al centro dell’area ma lateralmente? Com’è possibile che con il pallone bagnato non si insegni a gestire la situazione come si deve? In questo caso non parlo solo di Donnarumma, sia chiaro. C’è un’approssimazione negli interventi di tanti portieri che non si vedeva vent’anni fa a mio modo di vedere. Chiusa parentesi.]

Dicevo, il problema non è di questa sera, non è di una settimana o un mese fa. Il primo problema risale ad un anno fa quando per tutta l’estate ha tenuto banco una pagliacciata vergognosa per una società di nome Milan. Un ragazzo di 18 anni girato e rigirato come un calzino, tritato tra famiglia e procuratore e dal non sapere in prima persona cos’è giusto o sbagliato.

Già un anno fa si era capito che sarebbe finita male. Sei milioni all’anno, un fratello infilato in trattativa a un milione. Una specie di comitiva di famiglia dentro una società. Una vergogna clamorosa, che solo nel Milan di dieci anni fa probabilmente non sarebbe stata permessa e con la quale siamo stati coperti di ridicolo fino al lancio di banconote false durante le amichevoli, se qualcuno se lo fosse dimenticato.

Il risultato di questa forzatura? Gli errori che già prima e soprattutto dopo hanno trasformato un portiere promettente (e non un fenomeno certo) in un ragazzo schiacciato dalla pressione e che commette un sacco di errori. E quando un portiere sente la pressione ed è portato a sbagliare succede quello che ho scritto due settimane fa. Quando sbaglia lui si vede subito, come stasera. E quando sbaglia pesantemente, due volte, gli insulti sono dietro l’angolo.

Si tratta di un fallimento preannunciato, senza se e senza ma. Si continua a parlare di “erede di Buffon”, di “futuro della nazionale” ma in questo momento Donnarumma in una società seria verrebbe fatto accomodare in panchina per il finale di stagione, senza mettergli in testa un futuro che dovrebbe meritare sul campo e senza essere assillato da un procuratore su cui non mi esprimo.

Donnarumma, per salvarsi la carriera e non finire come un Balotelli (gestito indovinate da chi?!), dovrebbe affidarsi ad altri, fare un passo indietro, ricominciare da dove si è perso. Continuare a dargli fiducia ancora dopo tutto questo, per me, significherebbe peggiorare le cose ancor più di quanto non siano adesso.

In queste condizioni per me questo ragazzo non dovrebbe essere titolare. Il Milan non può permettersi di perdere partite e prendere gol per un portiere distrutto a livello psicologico. Non può permettersi di perdere punti per questi motivi.

Arriverà Reina: si ricominci da lui e si permetta a Donnarumma di riprendersi, se vuole stare in questa squadra. Altrimenti il suo procuratore lo porti a prendere altre vagonate di milioni all’estero peggiorando ancor di più le cose, pensando prima di tutto ai suoi interessi come ha sempre fatto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.